Il Pineto: una parcella di territorio naturale circondata da un contesto urbano.

La possibilità di immergersi in una dimensione di naturalità poco influenzata dall’uomo a pochi minuti di cammino da quartieri residenziali densamente popolati.

L’essere a tu per tu con esseri viventi sviluppatisi autonomamente, senza intervento di selezioni o preferenze umane, perlomeno esplicite.

In questo c’è la grande differenza con le ville comunali. Ed è in questo il valore principale che dobbiamo sforzarci di difendere.

A mio modo di vedere, spero non solo mio, il parco deve principalmente garantire uno sviluppo degli esseri viventi in esso contenuti nel modo più svincolato possibile da interventi umani.

Conseguentemente, anche il modo di usufruire del Parco, quantomeno nelle zone più interne e più pregiate naturalisticamente, deve essere improntato alla leggerezza, limitandosi a camminare lungo sentieri essenziali, osservare e rimirare la bellezza naturale senza lasciare tracce di sé, interagendo fisicamente il meno possibile con gli altri esseri viventi. Lasciati, questi ultimi, in un piccolo e miracolosamente sopravvissuto spazio fisico, liberi di svilupparsi come meglio credono.

Piccola l’interazione fisica, ma quanto grande quella spirituale! Quanto possiamo ricevere dall’osservare uno stato naturale non modificato dall’uomo! Ammirare la perfezione della successione dei cicli naturali e dei relativi adattamenti delle comunità vegetali e animali. Contemplare l’opulenta bellezza di un prato fiorito in primavera o dei colori autunnali delle foglie degli alberi. O il volo scattante di una libellula dai colori iridescenti, o il cantare melodioso di qualche uccelletto sconosciuto. Essere semplicemente grati al creatore per l’enorme bellezza e varietà di forme e funzioni degli altri esseri viventi. Rilassarsi e ritonificarsi respirando aria pulita, recuperare salute facendo moto nella natura.

Questo, in poche e inadeguate parole, è quello che sento io, che vorrei fosse condiviso da tanti e che vorrei vedere riportato coerentemente nelle regole per una nuova e più efficace gestione di questo specifico Parco, ma anche più in generale in tutti i Parchi naturali. E che mi pare costituisca già di per sé una produttività di altissimo valore.

Fabio Barbato

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