Perchè per i parchi

(questo testo è provvisorio: chi ha dei suggerimenti può scriverli nei commenti)

L’azione dei cittadini è passata dai comitati di quartiere degli anni 70 ad un impegno più marcato per il verde e per i parchi con l’emozionante avventura del “Coordinamento per i parchi dell’area metropolitana di Roma” (1980-90): più di 40 comitati, associazioni e gruppi scesi in campo unitariamente per affermare il diritto di godere di altrettanti spazi.

Un grande fiume di partecipazione che si è di tanto in tanto inabissato in percorsi carsici, ma sempre pronto a riaffiorare nei momenti di crisi (vedi ad esempio, oggi, i raggruppamenti contro le discariche, i termovalorizzatori o il movimento per gli orti urbani).

Si tratta, nel suo insieme, dell’altra Roma, che sogna una città diversa ma che non riesce ancora a trovare canali adeguati di rappresentanza politica.

Unendo la memoria storica, le esperienze compiute e le nuove risorse tecnologiche e culturali, pensiamo che si possano superare tanti nodi e blocchi che finora hanno posto a queste lotte dei limiti e le hanno portate ad una sostanziale emarginazione dal dibattito culturale e politico cittadino, nonostante gli elementi di innovazione e di creatività di estemo interesse che hanno prodotto.

La scelta del nome “per i parchi” vorrebbe, dunque, mettere in evidenza lo scopo del progetto: una rete di associazioni, comitati e cittadini in connessione tra loro per i parchi di Roma.

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